La genitorialità

La genitorialità è una funzione complessa che incorpora in sé, sia aspetti individuali sia aspetti di coppia ossia della modalità relazionale che i partner condividono nell’assolvere questo specifico compito. Non si può essere genitori sempre allo stesso modo perché sarà necessario assolvere impegni differenti e adottare modalità comunicative e interattive diverse secondo l’età dei figli. La nascita del primo figlio segna la transizione da coppia di coniugi a triade familiare e, sarà la riuscita o il fallimento di questo passaggio a condizionare fortemente (ma non necessariamente per sempre) l’evoluzione del ruolo di genitore.

Tra i compiti che attendono i neogenitori troviamo:

- la creazione di uno spazio sia fisico che “psichico” per il bambino. Ciò comporterà la modificazione del sistema familiare.
- Prendersi cura del bambino, sia in senso affettivo che normativo.
- Stabilire solidi ma permeabili confini dentro e fuori la coppia, di modo che la relazione adulto/bambino oppure l’invasione della famiglia allargata, non vada ad inficiare la relazione adulto/adulto mettendo a rischio l’unione coniugale.
- Capacità di modulare nella crescita del figlio concessioni ed imposizioni educative sulla base delle sue necessità di separazione/individuazione .

L’espletamento di tutti questi compiti non è di facile risoluzione sia in famiglie cosidette “normali” sia e soprattutto nelle famiglie definite multiproblematiche.
Nelle famiglie problematiche, così come in quelle divise, ricostituite, rappresenta un importante fattore protettivo sia per la crescita “sana” dei figli, sia per garantire il proseguo del ruolo parentale.
Gli interventi alla genitorialità hanno lo scopo preventivo di andare ad accentuare il patrimonio di risorse che la famiglia possiede, ma che spesso non utilizza o pensa di non avere, a causa del momento stressante che sta attraversando.

Gli obiettivi del sostegno alla genitorialità sono:

- Aiutare il genitore ad accogliere, accettare, comprendere i bisogni del bambino o dell'adolescente piuttosto che svalutarli o negarli
- Aiutare il genitore a comprendere e riconoscere i propri bisogni ed emozioni, affinchè possa adeguatamente distinguerli da quelli del figlio
- Aiutare il genitore a riconoscere e a potenziare le proprie competenze comunicative e ad utilizzarle adeguatamente nella relazione con il figlio
- Aiutare il genitore a “mettersi in discussione” come soggetto capace di fornire sicurezza e di rispondere ad una emozione negativa con una di segno positivo.
- Aiutare il genitore a comunicare in modo efficace. Nel dialogo con il figlio è importante per il genitore utilizzare modalità comunicative assertive.